Regolamento interno - Art9ter, 20 e 20 bis - APSER
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Regolamento interno – Art9ter, 20 e 20 bis


Art. 9-
ter – Sospensione Cautelare, Decadenza ed Espulsione dell’Associato


Art. 9-
ter.A Se non diversamente e specificatamente indicato nello Statuto e nel Regolamento Interno dell’APSER, il Collegio dei Probiviri è competente a procedere all’irrogazione delle sanzioni disciplinari nei confronti degli Associati e il Consiglio Direttivo è competente a conoscere la natura dei reclami contro le decisioni del Collegio dei Probiviri.

 

Art. 9-ter.B La sospensione, a titolo cautelare, può essere disposta nei confronti dell’Associato che venga a trovarsi in una qualsiasi situazione di incompatibilità  o di conflitto di interessi con l’appartenenza all’Associazione o con l’esercizio della professione di Professionista SER, e cessa nel momento in cui l’Associato ha rimosso detta situazione o in cui le sue dimissioni dall’Associazione sono effettive.


Art. 9-
ter.C La situazione di incompatibilità  o conflitto di interessi dell’Associato con l’appartenenza all’Associazione o con l’esercizio della professione di Professionista SER, deve essere sempre valutata in concreto relativamente alle circostanze in cui essa sorge e in cui si manifesta.


Art. 9-
ter.D L’Associato decade quando non ottempera all’obbligo del pagamento delle quote associativa e assicurativa e alla formazione permanente e al monitoraggio, nella modalità richiesta dall’APSER.


Art. 9-
ter.E Il Consiglio Direttivo, preso atto dei motivi di decadenza dell’Associato, comunica allo stesso la situazione di irregolarità in cui si trova, invitandolo a porre fine all’irregolarità riscontrata, entro un periodo stabilito dagli Organi competenti dell’APSER in seguito alla valutazione del singolo caso e comunque comunicato all’interessato. Al termine del periodo stabilito per la regolarizzazione, persistendo i motivi di irregolarità, l’Associato viene dichiarato decaduto.


Art. 9-
ter.F L’Associato decaduto può essere riammesso, e reinserito nell’elenco dei Associati, dal Consiglio Direttivo e dal Presidente, qualora dimostri di aver ottemperato ai suoi obblighi entro i termini e con le modalità previste dal Consiglio Direttivo stesso. Tutte le spese per decadimento ed eventuale riammissione dell’Associato, sono a carico del Associato stesso.


Art. 9-
ter.G L’Associato viene espulso con provvedimento motivato dal Collegio dei Probiviri, quando:

1. persegue fini differenti ed in contrasto con gli scopi dell’Associazione e del suo sviluppo;

2. viola gravemente lo Statuto, il Regolamento Interno e/o il Codice Etico e Deontologico;

3. ha subito condanne penali passate in giudicato per fatti attinenti all’esercizio della libera professione di Professionista SER;

4. reca pregiudizio al buon nome e/o al patrimonio dell’Associazione;

5. diffonde informazioni non veritiere e/o diffamatorie che possono nuocere o contrastare lo sviluppo dell’Associazione o la Professione degli Associati;

6. diffonde informazioni non veritiere e/o diffamatorie che possono nuocere agli Organi Associativi ed ai suoi componenti

7. commette fatti o omissioni con dolo o colpa, rispettivamente intesi come coscienza e volontà  del fatto o dell’omissione e delle sue conseguenze, ovvero come negligenza, imprudenza, imperizia o violazione di leggi, regolamenti, ordini o discipline, ivi comprese le regole poste dagli organi dell’APSER e accettate dall’Associato con l’atto dell’iscrizione.


Art. 9-
ter.H A seguito di comprovata comunicazione scritta da parte di terzi e della successiva verifica da parte del Collegio dei Probiviri, l’Associazione può espellere l’Associato che abbia tenuto comportamenti illeciti o indecorosi nello svolgimento della professione. L’Associazione, quindi, non è responsabile dell’operato dei suoi Associati ma può, anzi, agire nei loro confronti con sanzioni di varia natura, commisurate alla gravità delle violazioni delle normative Statutarie, del Regolamento Interno, del Codice Etico e Deontologico dell’Associazione, e di Legge.


Art. 9-
ter.I L’Associato espulso non può essere re-iscritto all’elenco dei Associati dell’APSER.


Art. 9-
ter.J L’Associazione può pubblicizzare e divulgare in ogni forma, anche all’esterno della stessa, tutti i provvedimenti sanzionatori, così come i provvedimenti di ammissione, esclusione, decadenza e dimissioni. La forma di pubblicità e divulgazione deve essere decisa dal Collegio dei Probiviri.


Art. 9-
ter.K L’Associato decaduto o espulso o dimissionario, decade automaticamente anche dalle cariche Associative cui sia stato eventualmente eletto e non potrà in alcun modo usare in futuro il titolo del ruolo che ha rivestito all’interno dell’Associazione a scopo di promozione o pubblicità personale e/o professionale.


Art. 9-
ter.L L’Associato che autonomamente voglia presentare le dimissioni dall’Associazione, dovrà comunicarle a mezzo lettera raccomandata A/R entro e non oltre un mese dalla fine dell’anno sociale (31 dicembre di ogni anno) e dovrà provvedere al pagamento delle spese di cancellazione come indicato dal Consiglio Direttivo. La quota Associativa versata per l’anno in corso non verrà restituita in quanto non frazionabile.


Art. 20 – Collegio dei Probiviri

 

20.A Il Collegio dei Probiviri è l’organo che amministra la giustizia interna dell’Associazione e può essere chiamato in causa per ogni controversia riferita al Codice Etico e Deontologico.


20.B
Fatto salvo quanto espresso dallo Statuto e dall’Atto Costitutivo, su espresso mandato del Presidente dell’Associazione, possono partecipare alle riunioni del Collegio dei Probiviri anche Altri Aderenti in qualità di uditori, esprimendo pareri non vincolanti ove espressamente richiesto.


20.C
Il Presidente del Collegio dei Probiviri, ove lo ritenga opportuno o necessario in virtù di nuovi elementi probatori, può procedere al riesame dell’ammissibilità della candidatura del Presidente dell’Associazione, convocando per deliberare gli altri membri del Collegio dei Probiviri e motivando tale necessità in forma scritta. Di un tanto verrà data informazione all’interessato per presa visione.


20.D
In caso di controversie tra Associati, o tra Associati e Consiglio Direttivo o tra Associati e terzi, o di provvedimenti disciplinari, o di sanzioni, tutta la documentazione, compresa la richiesta degli Associati ed i motivi di contestazione, deve essere presentata in forma scritta, firmata dai richiedenti e controfirmata dalle parti in causa per conoscenza e presa visione.

 

20.E Fatto salvo quanto espresso dallo Statuto, il Collegio dei Probiviri ha il compito di:

1. vigilare sul rispetto del Regolamento Interno e del Codice Etico e Deontologico;

2. vigilare sul corretto comportamento dei Associati, nei rapporti tra Associati e Associazione, tra di essi, con l’utenza, con altri Enti esterni, o Associazioni, o terzi a cui l’Associato si rivolge o ha rapporti in quanto Professionista SER o nell’esercizio della professione;

3. proporre al Consiglio Direttivo e all’Assemblea l’adozione di eventuali azioni correttive o modifiche al Codice Etico e Deontologico dell’APSER;

4. decidere, entro 30 (trenta) giorni dalla presentazione del ricorso, sulle sanzioni di espulsione e sui dinieghi di ammissione pronunciate dal Consiglio Direttivo e dagli organi preposti;

5. pronunciarsi sulle controversie dei Associati con l’Associazione;

6. decidere sulla forma di pubblicità da dare per ogni singolo caso ai provvedimenti adottati;

7. prendere ogni necessario provvedimento in caso di immoralità, scorrettezza o violazione degli Associati o degli Altri Aderenti, in merito del Codice Etico e Deontologico ed del Regolamento Interno adottati dall’Associazione ed approvati per sottoscrizione dagli Associati e dagli Altri Aderenti che partecipano in modo attivo o passivo alle attività dell’Associazione.


20.F
 Fatto salvo quanto espresso dallo Statuto e nei precedenti Articoli del Regolamento Interno, il Collegio dei Probiviri ha la funzione di:

1. nominare nella prima riunione il Presidente dell’Organo cui spetta la rappresentanza dell’Organo stesso;

2. attivarsi su propria iniziativa o su richiesta scritta e debitamente motivata di almeno tre Associati.


20.G
 Nessun provvedimento disciplinare potrà essere adottato senza preventiva contestazione scritta degli addebiti agli interessati ed invito a fornire le proprie giustificazioni.


20.H
 Il Collegio dei Probiviri decide a maggioranza rispetto al comportamento e alle sanzioni da adottare per ogni singolo caso e, a seconda della gravità dei fatti, commina le seguenti sanzioni:

1. la censura scritta;

2. la sospensione dei diritti associativi fino ad un anno;

3. la decadenza da cariche associative (che deve essere ratificata dall’Assemblea);

4. l’espulsione;

5. qualunque altra misura prevista dallo Statuto, dal Regolamento interno e dalla Legge.


Art. 20
bis – Violazioni, Misure e Provvedimenti Sanzionatori del Collegio dei Probiviri

 

20bis.A Definizioni di violazione:

1. uso improprio delle tecniche apprese, tale da invalidare l’efficacia della tecnica stessa, come ad esempio: l’utilizzo di altre tecniche/metodi di logica opposta, o confondenti le tecniche applicate e i risultati ottenuti;

2. omissione di informazione che avviene nel momento in cui viene fatto firmare all’utente un consenso informato specifico per il Rilascio Somato-Emozionale SER applicato come tecnica durante il trattamento e nel quale si dichiara anche di aver spiegato la tecnica e l’intervento, omettendo però di far menzione all’utenza di altre tecniche che potrebbero essere applicate, si elude ciò che rientra nelle competenze abilità e conoscenze basiche trasmesse in formazione;

3. trasmissione e/o diffusione dell’informazione sul Rilascio Somato-Emozionale SER, non conforme per linguaggio e contenuti a quanto legalmente attribuito ed attribuibile allo stato della validazione professionale;

4. trasmissione e/o diffusione pubblicitaria impropria per linguaggio e contenuti, attraverso ogni mezzo sia stata divulgata;

5. comunicazioni inerenti l’attività dell’Associazione e dei singoli Associati, improprie o non autorizzate, in grado di portare confusione, discredito, e/o delegittimazione della funzione istituzionale o di ruolo e/o atte a sostenere condotte individuali e/o collettive di violazione ad uno qualsiasi degli articoli del Codice Etico e Deontologico;

6. reiterazione di condotta mista, di tali comportamenti (cioè un singolo atto può contenere, più violazioni; egualmente la reiterazione di tale atto);

7. uso improprio delle informazioni raccolte in ragione della propria professionalità e/o funzionalità svolta, stabilmente o periodicamente, per l’Associazione e i suoi iscritti, durante o a conclusione del proprio mandato anche per un solo giorno (assistente di classe o ad un convegno; sostituzione di un impiegato di ruolo alla sezione organizzazione, docente, etc.);

8. ogni altra violazione che sia riconducibile alle normative espresse dallo Statuto, dal Codice Etico e Deontologico e dal Regolamento Interno dell’Associazione.


20
bis.B Valutazione delle violazioni:

1. la gravità della sanzione – lettera di segnalazione/lettera di richiamo/sanzione disciplinare/fino ad arrivare alla delibera di espulsione – procede per i gradienti di violazione deontologica in rapporto a:

a. relazione con utenza;

b. legge sulla privacy e segreto professionale;

c. professionalità e suo esercizio;

d. ruolo, funzioni e compiti esercitati professionalmente;

e. relazione con Associazione e Colleghi;

f. pubblicità.


20
bis.C Provvedimenti:

1. la censura scritta;

2. la sospensione dei diritti Associativi fino ad un anno;

3. la decadenza da cariche Associative (che deve essere ratificata dall’Assemblea);

4. l’espulsione.


20
bis.D Per qualunque violazione o azione contraria alle Leggi vigenti, oltre al’applicazione del presente regolamento sanzionatorio, verrà fatta denuncia all’organo giudiziario competente.


20
bis.E Il massimo della sanzione viene attribuito in rapporto non semplicemente all’effetto ponderale ma al peso specifico della azione/condotta e presa in esame dal Collegio dei Probiviri.


20
bis.F Nell’iter funzionale del processo disciplinare e del richiamo al Codice Etico Deontologico, deve essere garantita assoluta trasparenza ed un rapporto con gli iscritti che non deve essere mai persecutivo, ma al servizio del miglioramento della qualità della vita associativa e di tutela dell’esercizio professionale.


20
bis.G In questo senso l’Associazione, così come i suoi Collaboratori o Partner, sostengono le condotte virtuose degli iscritti volte a tutelare l’immagine della professione e dei professionisti verso il mondo esterno, dal bacino di utenza al rapporto a qualunque titolo con la diffusione a mezzo media e/o pubblicitario.


20
bis.H Si sostiene soprattutto l’acquisizione di un linguaggio e di una competenza storica in quanto necessariamente in atto nel Rilascio Somato-Emozionale SER quale Tecnica del Benessere.